A.P.S.-E.T.S. ICCHE’ CI VAH CI VOLE

Nata nel 2018 dall’unione di quattro associazioni culturali e di altri singoli provenienti da diverse realtà attive all’interno del territorio fiorentino come naturale conseguenza del festival Icchè ci vah ci vole. 

Sotto questa nuova forma organizzativa e giuridica, battezza il proprio evento pilota come Copula Mundi Festival a partire dall’edizione 2018. Attualmente è composta da 32 soci, tutti under 35 provenienti non solo da Firenze e dalla Toscana ma da realtà sociali, culturali e professionali molto variegate.

Il suo evento pilota dal 2018 è Copula Mundi, un festival culturale fiorentino gratuito, itinerante, contenitore di performance di arte, musica, teatro, danza, workshop e laboratori aperti a tutti.

IL FESTIVAL

Copula Mundi è un festival culturale fiorentino gratuito, itinerante, contenitore di performance di arte, musica, teatro, danza, workshop e laboratori aperti a tutti. Nasce dalla convinzione che fosse necessario creare uno spazio di espressione per tutte quelle realtà giovanili emergenti attive sul territorio fiorentino e non, nel tentativo di proporre un modo alternativo di vedere la cultura e di vivere la città. Un immaginario nuovo, ricco di sperimentazione e contaminazioni, frutto di un più ampio progetto di partecipazione e condivisione collettiva delle esperienze e delle realtà cittadine.

L’evento si configura come un evento di raccolta fondi per la nostra associazione Icchè ci vah ci vole, con ingresso ad offerta libera. L’ingresso al festival è quindi gratuito, con la possibilità di lasciare un’offerta libera all’ingresso e sostenere così il progetto alla base del festival ed il festival dell’anno prossimo

Il nome “Copula Mundi” prende spunto da un concetto elaborato da Marsilio Ficino durante il Rinascimento, stravolgendone il punto di vista e l’interpretazione: quando i differenti universi culturali e i creatori dei loro contenuti, si ritrovano in uno stesso ambiente fondendosi tra di loro, possono dar luogo ad un movimento circolare che “tutto connette in unità”, generando così un mondo di significato nuovo, qualcosa di più della semplice somma delle parti. Un concetto che si adatta perfettamente ad un festival culturale che abbraccia ed esalta l’eterogeneità dei linguaggi espressivi, creando uno spazio nuovo dove possano coesistere ed interagire in modi nuovi e differenti. Pensandoci un attimo, quale altro gesto ha il potenziale creativo di una copula? Che sia l’unione di due persone, o di due parole, crea sempre qualcosa di impossibile senza di essa.

Copula Mundi vuole essere un momento di sintesi e di confronto, teatro di artisticità affermate, nascoste o che non hanno mai avuto la possibilità di esprimersi; collaborazione tra temi e realtà diverse che permettono l’incontro di nuovi modi di vedere la realtà e di rapportarsi con essa, coinvolgendo soggetti provenienti da altre regioni, città o addirittura paesi.

Apertura verso l’esterno e verso il diverso come possibilità di espressione e crescita personale e collettiva, anche tra generazioni differenti. Questo vuole esprimere il festival.

Attraverso il coordinamento di artisti, performer e attività interattive e il coinvolgimento diretto della cittadinanza è nato un evento all’insegna della partecipazione sociale, fortemente legato al territorio: rivolto agli abitanti della città nella micro scala del quartiere, con l’intento di restituire loro questi luoghi trasformati, migliorati e vissuti in maniera diversa. Un nuovo scenario che possa portare nel futuro ad una visione differente di questi spazi, non come vuoti ma come aree ricche di potenziale e soprattutto di vita.

LA STORIA

Nasce nel 2011, frutto di un progetto concepito da due associazioni attive nella città di Firenze, No Dump e Riot Van. No Dump è un’associazione culturale nata all’interno della Facoltà di Architettura nel 2008, che si occupa di arte e installazioni realizzate con materiali di scarto, mentre Riot Van è un laboratorio editoriale creato, sempre nel 2008, da un gruppo di studenti universitari delle Facoltà di media e giornalismo e disegno industriale.

L’evento nasce dalla collaborazione tra queste due giovanissime associazioni e dalla volontà comune che fosse necessario uno spazio all’interno della città nel quale chiunque potesse esprimersi dipendentemente dalla propria arte. Un primo step per la riqualificazione di spazi in disuso attraverso momenti di cultura partecipata e alternativa.

L’evento venne realizzato al Parco della Carraia, meno conosciuto come giardino Piero Filippi, nel quartiere di San Niccolò all’interno di Diladdarte: rassegna dedicata all’arte, alla musica, all’artigianato, ai giardini, alle tante gallerie e laboratori dell’Oltrarno, promossa dal Comitato di San Niccolò e patrocinata dal Comune di Firenze. L’Icchè ci vah ci vole si svolse come manifestazione di una giornata ospitando un’esposizione di autoproduzioni, installazioni artistiche, live jam session musicale e un live painting per risistemare lo stabile presente nel parco. Nel corso del 2011 furono due gli appuntamenti dell’Icchè ci vah ci vole, uno il 7 aprile e una seconda edizione il 7 luglio, visto l’incredibile successo della prima giornata che aveva richiamato un vastissimo pubblico, attratto dalla particolarità dell’evento. L’anno successivo non fu possibile organizzare la giornata dedicata all’Icchè ci vah ci vole a causa del maltempo e la terza edizione venne annullata.

Edizione 2015. Con il desiderio di poter costruire un vero e proprio evento e l’idea che potesse diventare un evento ripetibile ogni anno, Icchè ci vah ci vole giunge alla sua terza edizione (10-11 luglio) sempre al parco della Carraia, con un evento molto più strutturato di due giorni e aggiudicandosi il bando per l’Estate Fiorentina 2015. Vengono coinvolte Tutte  attività strettamente legate al territorio, artisti di provenienza locale in uno spirito di incontro e collaborazione. A partire da questa edizione anche l’organizzazione cambia, si allarga: una vera e propria rete partecipativa nella quale fioriscono collaborazioni di moltissimi generi.

Edizioni 2016-2018. Dalla convinzione che il processo partecipativo innescato dal festival e la riqualificazione attraverso il nuovo modo di fare cultura proposto potesse avere un futuro, il festival decide di spostarsi in un altro luogo. Sentendo che la mission al Parco della Carraia ormai è finita e individua un altro spazio: il parco di Villa Favard. Come il parco della Carraia ma con una superficie quadruplicata, questo parco costituisce un vero e proprio polmone verde per la città, posto in una zona questa volta periferica, dimenticata verso Firenze Sud; luogo animato per qualche ora della giornata solo dal via vai di studenti del conservatorio di musica Luigi Cherubini, e da qualche abitante che porta fuori il proprio cane. Il festival qui si trasforma completamente e costruisce le basi che porteranno alle future edizioni, più complesse e strutturate. Un esempio della crescita dell’evento e del consolidamento della rete sociale tra le persone è stata la pubblicazione di una open call per volontari durante la costruzione dell’evento. Il bando riceve la risposta di 30 giovani entusiasti di poter partecipare attivamente: il gruppo continua a crescere e la sinergia creata porterà alcuni di loro ad entrare attivamente nel gruppo organizzativo del festival l’anno successivo. In quattro giorni di evento performance live, laboratori, musica, workshop, esposizioni e attività interattive regalano alla città un luogo vivo, trasformato e soprattutto partecipato.

Copula Mundi punta ad un’evoluzione qualitativa e quantitativa del suo fare cultura: da una postazione radio che trasmette live stream tutta la diretta del festival e della sua attività, all’introduzione della knowledge area una struttura pensata appositamente per ospitare workshop, incontri e proiezione di documentari. Grazie alla collaborazione tra il festival Copula Mundi e UISP Firenze, vengono ospitati per la prima volta al festival i Mondiali Antirazzisti 2018, dimostrando come il gioco e lo sport siano strumenti preziosi di solidarietà e integrazione.